Juan Eugenio Ochoa. Vanishing

IN CORSODal 02.12.2017 al 14.01.2018

A cura di Susanna Gualazzini

 

Strato su strato, velatura dopo velatura, rispettando i principi della più tradizionale pratica pittorica, e poi procedendo “per via di levare”: è così che Juan Eugenio Ochoa (Medellin, Colombia, 1983) porta alla luce i propri volti. Sono tutti i protagonisti di Blu e Seta e di Lirica Analitica, i due percorsi espressivi, entrambi in mostra, che hanno portato il giovane artista colombiano ad affinare gli strumenti di un fare pittorico rigoroso nelle procedure ma liberissimo nel risultato. Perché Ochoa manipola l’ombra, cavandola dal campo luminoso del fondo a forza di colpi secchi di pennellessa: uno straordinario processo di sottrazione che dà vita a un consesso di presenze-assenze, messe in vibrazione dalla luce e dalla sua latitanza. Sono creature sulla soglia: della memoria, del ricordo, del tempo, pronte a venire verso di noi e già lontane, sparite, inghiottite in una sospensione luminosa. Visioni in uno spazio evanescente eppure dotato di volume, perché Ochoa, come un artista del Quattrocento, cerca la prospettiva, e la trova modulando il blu, un blu labile, con cui costruisce lo struggente scivolar via di questi volti verso un altrove di cui non abbiamo memoria. O forse l’abbiamo: è quella del dagherrotipo, della fotografia d’archivio, terra di volti senza nome. Sono i volti da cui l’artista prende le mosse, talvolta con un gesto sconvenientemente contemporaneo, dal cellulare, per trattenerli sotto le palpebre e restituirne sulla tela preparata, senza disegno, senza mappe di orientamento, l’imago evanescente. Artista inesausto, nella serie recentissima Blu e Seta va ancora più a fondo nella ricerca del valore semiotico dell’opera e accanto alla tela, suo strumento privilegiato, si cimenta con il più impalpabile dei supporti, il voile di seta, diaframma luminescente e opaco al tempo stesso, fissato su plexiglass. Ecco allora che, ancora di più, il dileguarsi dell’immagine si espande in una trasparenza nuova, a stento trattenuta nel retro dell’opera, in un soffio, prima di sparire.